Leggende bretoni: Merlino e Artù


Il ciclo di Artù, o ciclo bretone, risulta da una congerie di componimenti poetici e prosastici, di autori diversi e spesso ignoti, apparsi in Francia fra il IX e il XIII secolo: di essi i più noti sono attribuiti a Chrétien de Troyes e a Robert de Boron, il secondo dei quali raccolse i racconti relativi al Santo Graal. L'argomento di questi poemi è squisitamente leggendario; unica figura storica è Artù, re del Galles.

Nelle leggende bretoni, la figura di Artù, come simbolo dell'innestarsi della magia pagana nel misticismo cristiano, è strettamente legata a quella del mago Merlino, che ha lo stesso significato sebbene con diversi compiti: Merlino rappresenta il primo momento di questo passaggio, Artù il suo sviluppo e la sua conclusione. Bisogna dunque esporre questo ciclo cominciando dalla storia di Merlino.

Narra la leggenda che il demonio, sgomento per l'opera di salvezza compiuta dal Redentore con il suo sacrificio, decise di far nascere un essere di essenza diabolica, il quale conducesse il genere umano alla perdizione. Mandò dunque sulla terra un diavolo in forma umana, con il compito di sposare qualche ingenua fanciulla e di scomparire non appena avesse avuto un figlio da lei.

Questo diavolo riuscì infatti a unirsi con una povera giovinetta che viveva sola in un paese dell'Inghilterra, abbandonandola alla sua sorte quando le fu nato un fanciullo. Ma la madre era così buona e pia che il bambino da lei messo al mondo non poteva essere cattivo. Infatti, mentre triste e sola pensava a quello che sarebbe stato il suo destino, il piccolo lattante le disse con voce ben chiara: "Non preoccuparti mamma: vedrai che tutto andrà bene".

Sbigottita nel sentir parlare un bambino di pochi giorni, ella chiese consiglio al suo comfessore e, indotta da lui, fece battezzare il piccolo e si ritirò con lui in un convento vivendo in umiltà e in preghiera. Al fonte battesimale il bambino ebbe il nome di Merlino.

Ancora piccolo, Merlino predisse a Vertiger, re di Britannia, che sarebbe stato presto rovesciato da Uter Pendragon, al quale aveva usurpato il regno. E così avvenne: Uter Pendragon uccise Vertiger, riconquistò il regno che era stato del padre suo e da quel momento, divenne grande amico di Merlino.

Come figlio di un diavolo , il mago conosceva il futuro e sapeva fare molti incanti, ma come figlio di una virtuosa donna tutta dedita alla preghiera, non poteva essere malvagio; così che i progetti del demonio andarono tutti a vuoto.

Un Natale Uter Pendragon invitò tutti i baroni di Britannia alla sua corte di Cardoel, e con loro venne anche il duca di Tintaiel con la sua bellissima sposa. Il re, appena la vide, si invaghì di lei, e in modo così palese che il duca non tardò ad accorgersene. Allora pensò bene di lasciare la reggia, e, di notte, si allontanò con tutti i suoi per tornare a Tintaiel.

Offeso da quella fuga, Uter invitò il duca a tornare, ma inutilmente. Allora gli mosse guerra, e un giorno, durante una sortita il duca rimase ucciso. La perdita di quel leale cavaliere addolorò molto Uter; ma non c'era rimedio. Dopo qualche tempo offrì alla vedova di lui, la bella Igerna, di diventare sua sposa, ed, ella, rimasta sola e indifesa, accettò, anche perchè Merlino, con i suoi incanti, riuscì a persuaderla.

Tuttavia quelle nozze rimasero a lungo segrete perchè non si credesse che Uter avesse fatto uccidere il duca per poterne sposare la moglie. E, quando nacque un bambino, che ricevette il nome di Artù, esso fu tenuto nascosto e affidato a Merlino, il quale a sua volta, lo affidò a un fedele vassallo, Antor, perchè lo tenesse come suo figlio. Quando Uter Pendragon venne a morte, i baroni, per consiglio di Merlino, si riunirono a Londra per eleggere un nuovo re...


Ma questa è un'altra storia....Continua