Artù e la Tavola Rotonda


Al castello di Camelot la vita scorreva tranquilla, forse troppo tranquilla per il fido Merlino che, per movimentare un pò l’esistenza del Re e dei cavalieri, decise di istituire la leggendaria Tavola Rotonda.

 -Attorno a questa tavola- disse Merlino- siederanno, da pari a pari, i migliori cavalieri del mondo; da questa sala essi partiranno in cerca di avventure, a raddrizzare torti e proteggere i deboli, a stroncare l'alterigia dei superbi e a difendere il nome di Cristo. Cinquanta sono i seggi: uno di essi, alla destra di quello riservato ad Artù, resterà sempre vuoto attendendo il cavaliere designato dal Cielo alla conquista del Santo Graal, della coppa divina in cui Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Cristo.

Il seggio, alla destra di Artù, fu chiamato il Sedile Pericoloso perchè colui che vi si siedeva senza averne il diritto veniva ingoiato dalla terra.

La Tavola doveva essere rotonda perchè tutti i cavalieri dovevano avere pari dignità, nessun trattamento di favore nemmeno per il re, per far parte di questa tavola, non servivano titoli o ricchezze ma era necessario avere un cuore puro, lontano dalla malvagità, ed essere uomini degni di onore e di stima e rispettare il seguente codice:

* Mai oltraggiare o compiere omicidio
* Evitare l’inganno
* Evitare la crudeltà e concedere mercé a chi la chiede
* Soccorrere sempre le dame e le vedove
* Non abusare mai di dame e vedove
* Mai ingaggiare battaglia per motivi sbagliati quali amore e desiderio di beni materiali.

A questo punto Merlino aveva esaurito il compito, aveva fatto istituire la Tavola Rotonda e aveva dato inizio ai tempi avventurosi: l'una e gli altri, sebbene nessuno lo sapesse, dovevano avere una mistica conclusione per il trionfo del cristianesimo. Adesso poteva ritirarsi.

Già da tempo il buon mago aveva conosciuto una fanciulla, Viviana, di cui si era profondamente invaghito; anche Viviana lo amava, ma non si decideva a sposare un mago che avrebbe potuto disporre di lei a suo piacimento. Allora la fanciulla cominciò a farsi spiegare da Merlino i suoi incanti, fino ad avere un potere eguale al suo. Poi gli chiese di insegnarle come avrebbe potuto imprigionare un uomo senza bisogno di catene né di prigioni, in un castello invisibile.

E Merlino, pur sapendo quali erano i suoi progetti, le insegnò il modo con cui avrebbe potuto ottenere il suo scopo, perchè l'amava più di se stesso. Un giorno il mago prese congedo da Artù avvertendolo che non si sarebbero più rivisti e corse da Viviana affrontando quello che sapeva essere il suo destino.

La fanciulla attese che Merlino si addormentasse, e allora tracciò intorno a lui un cerchi magico e fece sorgere un castello invisibile dal quale egli non sarebbe potuto più uscire. Da quel momento il mago non fu più visto e solamente la sua voce di tanto in tanto potè essere udita.


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