A proposito di Cleopatra

E' una sera di fine estate del 48 a.C. Davanti al palazzo reale di Alessandria d'Egitto, montano la guardia soldati romani ed egiziani che si guardano con reciproco sospetto. Da quando Giulio Cesare ha imposto al re Tolomeo Dionisio di richiamare la sorella Cleopatra, da lui esiliata in Siria, si respira nella reggia un'atmosfera di congiura. Ma oseranno davvero i seguaci del re attaccare il potente generale romano venuto a imporre la "sua" pace?

A un tratto un uomo sbuca dall'ombra e si avvicina al palazzo. Reca sulle spalle un pesante rotolo di tappeti. "Sono per Cesare", dice. E le guardie lo lasciano passare. Un soldato romano gli si pone al fianco, come guida. Giunto alla presenza di Cesare, l'uomo - un siciliano di nome Apollodoro - depone a terra il suo fardello, e si china a sciogliere la cinghia che tiene legati i tappeti. Ed ecco che dal rotolo balza fuori, una stupenda ragazza ventenne. E' Cleopatra, la sorella di Tolomeo.

Cesare sa ammirare gli atti di coraggio. Tende la mano alla ragazza e le chiede il perchè di quel sotterfugio. Intanto, affascinato dalla sua bellezza, non le toglie gli occhi di dosso. Cleopatra risponde che se si fosse mostrata alla luce del sole, certamente qualche sicario del fratello l'avrebbe uccisa.

Cesare sorride. Licenzia gli uomini e si ritira con l'ospite. Il mattino dopo convoca Tolomeo Dioniso e gli impone di riconciliarsi con la sorella e di associarla al trono de'Egitto. Ma il fuoco cova sotto le ceneri. Passano pochi giorni e i seguaci di Tolomeo sferrano un poderoso attacco alle legioni di Cesare. La lotta si fa subito tremenda. Per impedire che le sue navi cadano in mano al nemico, Cesare è costretto a incendiarle.

La battaglia decisiva ha luogo a una trentina di chilometri da Alessandria. E ancora una volta il genio militare di Cesare ha la meglio. Tolomeo Dioniso muore in combattimento e il condottiero romano conferma a Cleopatra il titolo di regina, associandole al trono il fratello minore Tolomeo il Giovane. Poi parte con lei per una crociera nell'alto Nilo che dura all'incirca due mesi. Per Cleopatra è il coronamento dei suoi sogni più ambiziosi; per Cesare, invece, si tratta probabilmente di una lunga vacanza. Comunque, i due restano insieme fino a tutto il maggio del 47 a.C.

Al primo di giugno Cesare s'imbarca per la Siria e il 23 dello stesso mese la giovane regina mette al mondo un figlio cui da il nome di Cesare, ma che gli abitanti, di Alessandria chiameranno Cesarione in senso dispregiativo. L'anno successivo, e cioè nel 46 a. C. Cleopatra è a Roma per prendere parte al trionfo di Cesare. Ha con sé servi e ministri e ha preso alloggio in un dimora fastosa.

C'è chi pensa che sarà presto celebrato un suo matrimonio col dittatore, che pare voglia  farsi concedere per legge il diritto alla poligamìa. Ad ogni modo il progetto naufraga in seguito all'uccisione di Cesare avvenuta il 15 marzo del 44 a. C.



Dopo la morte di Cesare, Cleopatra si trova a dover ricostruire la propria fortuna. Ella sa infatti che la corona d'Egitto rimarrà sulla sua testa solo fino a quando piacerà ai nuovi padroni di Roma. Ma chi sarà il vincitore nella lotta che intanto si è accesa tra gli uccisori e i partigiani di Cesare?

Alla fine trionfano Ottaviano, nipote di Cesare, e Marco Antonio, i quali praticamente si dividono l'impero. A quest'ultimo spetta l'Oriente e quindi l'Egitto. Cleopatra non perde tempo. Si mette in viaggio e lo raggiunge a Tarso, in Asia Minore.
Ma questa volta non esce da un rotolo di tappeti. Va incontro al generale romano vestita dei suoi abiti più belli, adorna di gioielli meravigiosi. E vince. Passano tre anni e Cleopatra consolida la propria posizione convincendo Antonio ad abbandonare definitivamente la moglie Ottavia, sorella di Ottaviano, e a stabilirsi ad Alessandria d'Egitto per dividere con lei il trono e il tesoro dei Faraoni.

E' da questo momento che i Romani cominciano a temere l'ambiziosa regina: la bella sovrana d'Egitto appare una nemica molto, troppo pericolosa, che può rivaleggiare con la potenza di Roma. Ma Cleopatra sembra destinata a trionfare. Nel 34 a.C. reduce da una vittoriosa spedizione in Armenia, Antonio prende una decisione che in seguito gli riuscirà fatale; quella cioè di celebrare il trionfo ad Alessandria d'Egitto e non a Roma.

La cerimonia ha luogo nel Ginnasio, una specie di immenso parco pieno di edifici e di portici, posto vicino al mausoleo di Alessandro Magno. E' uno spettacolo da Mille e una notte. Antonio e Cleopatra salgono su un trono d'argento e prendono posto su due seggi d'oro. Hanno con sé Cesarione e i tre figli nati dalla loro unione: i gemellli Alessandro e Cleopatra e il piccolo Tolomeo. Il popolo, al colmo dell'entusiasmo, non si stanca di applaudirli.

Marco Antonio e Cleopatra
L'avvenimento suscita a Roma scandalo e allarme. Ottaviano ne approfitta per attaccare violentemente  Antonio in Senato. Questi di rimando, dichiara di ripudiare Ottavia e riconoscere Cleopatra come sua leggittima consorte.

La misura è colma. Adesso i due grandi rivali sono di fronte: si tratta di decidere a chi deve spettare il dominio del mondo. Dal canto suo Cleopatra si prepara alla guerra con estrema cura, consapevole che il suo destino dipende dall'esito della lotta.
Pe questo, quando l'esercito di Antonio è pronto, ella raccoglie grano, oro, vesti, armi e lo raggiunge a Efeso. Qui, sempre secondo la leggenda, scende in mezzo ai soldati e balla per loro, vestita unicamente di un lungo velo sottile.

Ottaviano risponde con un'abile mossa politica. Poichè Antonio è sempre un generale romano, dichiara guerra soltanto a Cleopatra. Il primo scontro si svolge dinanzi al promontorio di Azio (31 a. C.). Per la regina d'Egitto, che dispone di una flotta poderosa, forse potrebbe essere la vittoria definitiva, ma stranamente Cleopatra si sottrae alla lotta e fugge ad Alessandria con le sue settanta navi.

Antonio la segue. E' il principio della catastrofe. Adesso Cleopatra è convinta che il duello si risolverà con la vittoria finale di Ottaviano. Allora da Alessandria manda ambasciatori segreti a Roma per trattare con il nemico. E' illusa o si illude, non si sa; sta di fatto che quando si arriva all'ultima battaglia, nei dintorni della capitale egiziana, Antonio viene tradito dai suoi stessi soldati.

Antonio non sa resistere a tanto disonore e si uccide gettandosi sulla spada. Mentre ancora agonizza, il suo corpo è portato a Cleopatra e adagiato fra le sue braccia. Scomparso Antonio dalla scena, Cleopatra si trova di fronte Ottaviano. Cerca di incantarlo col suo fascino, ma questa volta il suo tentativo fallisce.

Quando si accorge che il rivale le ha risparmiato la vita solo perhcè intende condurla a Roma prigioniera e farla partecipare al suo trionfo, mostra grande fierezza e coraggio: per evitare l'umiliazione decide di togliersi la vita.

Un giorno le viene recato un cesto di fichi, che le guardie di Ottaviano lasciano passare senza alcun sospetto. Nascosti tra i frutti ci sono alcuni serpenti velenosi. La regina solleva il coperchio e si lascia mordere. Nessuno farà mai di lei una schiava.

E' il 30 a.C,. Cleopatra muore a soli trentotto anni di età. Ma è vissuta abbastanza per far passare il suo nome alla storia.

L'avventura di Cleopatra si svolse in uno dei periodi più drammatici della storia romana. Distrutta la potenza di Cartagine, Roma dominava su tutto il bacino del Mediterraneo. Il re d'Egitto, Tolomeo Aulete, delegò alla stessa Roma il compito di garantire l'esecuzione de proprio testamento.

Egli aveva designato a succedergli sul trono i propri figli Cleopatra e Tolomeo Dioniso. Per tre anni la giovanissima regina aveva praticamente retto il governo da sola, ma poi era stata costretta dal fratello a prendere la via dell'esilio.
Intanto Cesare e Pompeo si battevano per conquistare il potere a Roma. Sconfitto a Farsalo (48 a.C.), Pompeo aveva cercato ospitalità ad Alessandria d'Egitto, ma era stato tradito e assassinato dagli uomini di Tolomeo Dioniso, che speravano così di ingraziarsi Cesare.

Ma Cesare non serbò gratitudine agli assassini del grande rivale e decise di favorire Cleopatra. Il resto lo fece il fascino della bellissima regina, che bruciò tutta l'esistenza nel vano tentativo di fare dell'Egitto una potenza che rinnovasse la grandezza di Cartagine.


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